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IN PUNTA DI CUORE RINGRAZIA INNER WHEEL CLUB

 

 

CLUB DI CIRIÉ – VALLI DI LANZO C.A.R.F.

Presidente
Mariagrazia Martinetto Sala

Immediate Past Presidente
Francesca Galizia Rizzotti

venerdì 10 luglio 2020
Service destinato all’ Associazione “In punta di cuore”: l’assegno è stato consegnato al Presidente Dott. Pierluigi Berta accompagnato dalla dott.ssa Monica Aimone Antonietto che ci hanno brevemente illustrato le finalità dell’associazione.

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IN PUNTA DI CUORE E’ VICINA ALLE FAMIGLIE

Rimanere in casa per proteggere la nostra salute e quella di tutti coloro che ci circondano per alcune persone e le loro famiglie può essere molto difficile. L’associazione In Punta di Cuore è vicina a tutte le famiglie che stanno affrontando un DCA: seppure a distanza noi siamo sempre presenti per condividere, confrontarci uscire dalla solitudine e dall’isolamento. Potete contattarci al n. 370 33.10.793

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EVENTO RINVIATO

 

 

 

 

 

Abbiamo rinviato l’evento a data da stabilirsi in rispetto del Decreto peri contrasto e contenimento su tutto il territorio nazionale del diffondersi del virus Covid.19.

Noi però ci siamo e continuiamo a lottare e difendere un modello di cura adeguato e positivo che regge in termini di efficacia ed efficienza.

Invitiamo tutti a diffondere sui propri social il nostro messaggio di impegno e di lotta incessante per sconfiggere, insieme, i disturbi del comportamento alimentare.

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In punta di cuoreEVENTO RINVIATO
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IX GIORNATA NAZIONALE DEL FIOCCHETTO LILLA

Sabato 14 Marzo 2020, in occasione della Giornata Nazionale Contro i Disturbi del Comportamento Alimentare, l’Associazione In Punta di Cuore e il Centro DCA dell’ASL TO 4 invitano tutte persone interessate a Lanzo Torinese, presso il Salone Polifunzionale Lanzoincontra in Piazza Rolle, per raccontare, attraverso esperienze condivise, un modello di cura adeguato e positivo che regge in termini di efficacia ed efficienza.

Vi aspettiamo numerosi!

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In punta di cuoreIX GIORNATA NAZIONALE DEL FIOCCHETTO LILLA
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PETIZIONE DI SENSIBILIZZAZIONE PER SOLLECITARE LA RIAPERTURA DEL DAY HOSPITAL DEL CENTRO DCA DI LANZO

leggi il testo completo della petizione

 

 

 

In seguito alla chiusura del day hospital del Centro DCA di Lanzo Torinese dovuta alla mancanza di personale, l’Associazione In Punta di Cuore ha richiesto un incontro al Presidente e all’Assessore alla Sanità della Regione Piemonte.

Le famiglie e i sostenitori del Centro DCA di Lanzo stanno raccogliendo firme a sostegno della richiesta di riapertura del day hospital e del potenziamento del Centro.

CHI VUOLE ADERIRE ALLA RACCOLTA FIRME PUO’ CONTATTARE L’ASSOCIAZIONE AL NUMERO 370 331 07 93

In punta di cuorePETIZIONE DI SENSIBILIZZAZIONE PER SOLLECITARE LA RIAPERTURA DEL DAY HOSPITAL DEL CENTRO DCA DI LANZO
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L’AMBULATORIO DEL CENTRO DCA DI LANZO CONTINUA A LAVORARE

NONOSTANTE LA TEMPORANEA CHIUSURA DEL DAY HOSPITAL, IL CENTRO DCA DI LANZO CONTINUA A CURARE CON LA STESSA PASSIONE E DEDIZIONE DI SEMPRE

LA REAZIONE DELL’ASSOCIAZIONE IN PUNTA DI CUORE

L’Associazione In Punta di Cuore richiede un incontro al Presidente e all’Assessore alla Sanità della Regione Piemonte.

 

L’Associazione in Punta di Cuore chiede la riapertura del day hospital e il potenziamento del Centro DCA di Lanzo Torinese.

leggi il testo completo

 

 

LA REAZIONE DELLE ASSOCIAZIONI NAZIONALI

 

 

 

 

 

La reazione della comunità scientifica (Siridap )

 

 

La reazione di CONSULTANOI (Associazione Nazionale Disturbi del Comportamento Alimentare)

In punta di cuoreL’AMBULATORIO DEL CENTRO DCA DI LANZO CONTINUA A LAVORARE
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I MEDICI E I GENITORI: L’ALLEANZA SALVA I GIOVANI DALLA BULIMIA

LA STAMPA 24 APRILE 2019

GIANNI GIACOMINO

Cinque anni fa nell’ex Mauriziano di Lanzo apriva un centro per la prevenzione e la cura dei disturbi del comportamento alimentare .Era un progetto  dell’Asl To 4 di Ciriè, Chivasso e Ivrea che confermava un’intuizione vincente per contrastare quello che è diventato un allarme sociale. I dati ? Ogni anno 102 persone su 100mila si ammalano di anoressia nervosa e 438 su 100 mila di bulimia. E a Lanzo arrivano pazienti da tutto il Piemonte per incontrare l’équipe multidisciplinare (psichiatri, psicologi, nutrizionisti e dietologi) coordinata dalla dottoressa Mari Ela Panzeca. Nel 2018 sono state effettuate 3705 visite, sono stati trattati 40 nuovi casi e «dimessi» 35 pazienti. In tutto le persone seguite presso il centro– quasi tutte giovani – insieme alle loro famiglie sono 339.

 

“ACCOGLIENZA E RISPETTO”

Le mamme e i papà si sono uniti in un’associazione «In punta di cuore», che oggi conta 140 soci. Periodicamente si ritrovano per conoscersi, discutere, confrontarsi, analizzare le loro ansie e raccontare le loro speranze. Arrivano da tutto il Piemonte. «Perché – dice una di loro – qui a Lanzo abbiamo trovato accoglienza e rispetto, non qualcuno subito pronto a dare la colpa a noi e ad un eventuale rapporto conflittuale con i nostri figli. Qui non ci sentiamo più soli e siamo seguiti da professionisti preparati e formati nel loro settore che, verso di noi, hanno una disponibilità incredibile. In Piemonte ci sono altri centri per i disturbi del comportamento alimentare ma la gran parte di questi non è adeguata e rispondente alle direttive del ministero».

 

EVITARE LA PSICHIATRIA

Sono tante storie che si intrecciano. C’è chi dopo due anni di calvario a fianco della figlia vede la fine del tunnel chi, oltre alle cure ospedaliere, ha speso 15-20 mila euro di tasca propria in consulenze di specialisti e anche chi la battaglia l’ha persa e ha deciso di continuare ad impegnarsi per gli altri ragazzi sofferenti. “Il nostro obiettivo è che i giovani non finiscano nei reparti psichiatrici perché può rappresentare un grande trauma – dicono – senza tenere conto dei costi per la collettività dell’ospedalizzazione che, per noi, rappresenta l’ultimo livello di cura al quale si auspica di non arrivare perchè la malattia va presa agli esordi”.

«Il vero problema è che manca una politica regionale concreta in questo ambito, manca un controllo dei risultati in termini di efficacia ed efficienza dei vari centri– riflette Gianluigi Berta, il presidente di “In punta di cuore” – Come associazione chiediamo quei livelli di cura indicati dalle linee guida ministeriali a partire dagli ambulatori territoriali multidisciplinari come quello di Lanzo e che la Regione si faccia carico di progettare un percorso fruibile a tutti. Le famiglie devono sapere dove andare. Noi abbiamo chiesto risposte alle istituzioni, ma abbiamo ricevuto solo sorrisi e pacche sulle spalle». Ancora: «I disturbi del comportamento alimentare andrebbero contrastati agli esordi. Si eviterebbero lunghi ricoveri e comunità. Ricordiamo che il Piemonte non ha centri residenziali riservati a queste patologie, ma solo comunità psichiatriche dalle quali i giovani escono devastati, imbottiti di psicofarmaci. Abbiamo la sgradita sensazione che non si voglia investire nel benessere dei nostri giovani. È assurdo chiedere di essere curati adeguatamente e dignitosamente?».

In punta di cuoreI MEDICI E I GENITORI: L’ALLEANZA SALVA I GIOVANI DALLA BULIMIA
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